Pagina:Eneide (Caro).djvu/588

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
[1020-1044] libro xi. 547

Catillo Iola e ’l grande Erminio occise;1020
Erminio, che di corpo e d’armi e d’animo
Era de’ più robusti, de’ più chiari
E de’ più riguardevoli guerrieri
De’ Toschi tutti. Avea la chioma stessa
Per sua celata; avea gli omeri ignudi1025
Di ferro al ferro esposti, e di ferite
Ampio bersaglio. In su l’aperte spalle
Catillo il colse; e tremolando il tèlo
Passògli il petto, e raddoppiògli il duolo.
Per tutto si fa sangue; in ogni parte1030
Si tragge, si ferisce, si stramazza;
E chi cede e chi segue. In varie guise
Ne van tutti a morir morte onorata.
     In mezzo a tanta occisïone, ignuda
Da l’un de’ lati infurïando esulta1035
La vergine Camilla; ed or di dardo
Fulminando, or di lancia, or di secure
Non mai stanca percuote. E qual Dïana
Di sonora faretra e d’arco aurato
Gli omeri onusta, ancor che si ritragga,1040
Saettando, ferite e morti avventa.
D’intorno ha per compagne e per guerriere
D’archi, di mazze e di bipenni armate,
Tulla, Tarpèa, Larina ed altre illustri

[640-656]