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estensione della meccanica 329

simile ipotesi per giudicarla soltanto sotto l’aspetto conoscitivo, dovrà ammettere che essa non ha un valore scientifico, giacchè non ci abilita a previsioni oppure ci porge previsioni che trovansi indifferentemente vere o false, senza fornirci un criterio di scelta possibile.

Resta a vedere se le spiegazioni biologiche del secondo tipo possano accordarsi coll’idea che ci formiamo del determinismo, indipendentemente dall’ipotesi di un intervento provvidenziale.

L’accordo è effettivamente possibile se s’interpreti la spiegazione teleologica in un senso positivo, come esprimente un primo grado di conoscenza.

Invece di paragonare questa spiegazione a quella cui si mira nel più alto sviluppo della Fisica, dove dalle cause note si procede agli effetti ignoti, la paragoneremo alla spiegazione che nella Fisica stessa trova posto come primo grado della ricerca induttiva, quando si tratta di ricavare le ipotesi dalle osservazioni preliminari, cioè dall’effetto noto si vuol risalire alle cause.

Anche i problemi fisici possono assumere in tal senso un aspetto teleologico. E basti trarre all’uopo qualche esempio dalla Meccanica e dall’Astronomia.

Si possono immaginare in vario modo dei sistemi meccanici che si trovino in un certo stato di equilibrio stabile; ogni piccolo movimento prodotto da una perturbazione qualsiasi genera forze riconducenti il sistema alla posizione iniziale. In simili casi la stabilità essendo data come una condizione da soddisfare, il problema è di cercare le forze che ne spiegano la sussistenza.

In un senso esteso della parola, anche il sistema planetario ha una stabilità, verificata praticamente entro i limiti dell’osservazione, la quale si affacciò agli astronomi come un problema da risolvere.

Ed il problema fu sciolto, non da Newton che dubitò che le mutue attrazioni planetarie dovessero distruggere il regime permanente del sistema, bensì da Laplace che riconobbe come lo effetto delle perturbazioni sugli elementi delle orbite tenda a compensarsi periodicamente, all’infuori d’una piccola variazione secolare; onde fu ristabilita la superba armonia della legge che il suo autore medesimo aveva rotto coll’ipotesi di un intervento provvidenziale.

Un’altra questione analoga è la stabilità dell’anello di Saturno. Essa costituisce un fatto che possiamo rappresentarci come resultato di cause ignote, che si tratta di trovare. Ora se si fa la ipotesi più semplice che l’anello sia costituito da una materia compatta, e si valutano le forze attrattive esercitantisi fra le varie parti del corpo e l’azione su di esso della massa di Saturno, non ne risulta un equilibrio stabile; perciò appunto si è indotti a discutere ipotesi diverse, cercando una disposizione della materia che risponda alle condizioni poste.

Queste condizioni, prese così come un fine da soddisfare, preesistono alla disposizione incognita della massa dell’anello, soltanto nell’ordine delle nostre conoscenze, il quale si presenta come inverso di quello che ci raffiguriamo essere l’ordine reale.