Pagina:Enriques - Problemi della scienza, 1906.djvu/59

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CAPITOLO II.

FATTI E TEORIE




§ 1. Sogno e realtà.

Fra le novelle arabe che la tradizione ci ha tramandate sotto il titolo di «Mille e una notte», ci sovviene di quella ove si racconta la bizzarra avventura occorsa ad un «dormiente svegliato».

Per ordine del califfo di Bagdad, Abou Piassan, addormentato con un narcotico, viene trasportato nel palazzo e messo al posto del suo sovrano, che si diverte a fargli credere di essere il califfo.

11 pover’uomo si sveglia in mezzo ad una gran camera, magnifica per ricchezza di addobbo, avendo intorno a sè una corona di dame che tengono nelle mani strumenti di musica, pronte a suonare, e d’eunuchi neri sfarzosamente vestiti, tutti in piedi, atteggiati ad un profondo rispetto. Gettando gli occhi sulla coperta, si accorge che è di broccato d’oro a fondo rosso, ornata di perle e di diamanti; presso al letto gli appare un abito della medesima stoffa pure scintillante di gemme, e sopra un cuscino, accanto a lui, un berretto di califfo.

Ad una tal vista Abou Hassan rimane estremamente confuso. «Eccomi califfo», dice a se stesso; però subito correggendosi «non debbo ingannarmi, io sogno». Ma, come richiude gli occhi per dormire, gli eunuchi gli rivolgono rispettosamente la parola, chiamandolo col nome del sovrano «capo dei credenti».

Sorpreso delle parole che ascolta, e dolcemente cullato dalla visione a cui esse lo richiamano, si sente pur tormentato dal dubbio. «È mai possibile che non riesca a distinguere se sogno o se posseggo ancora il mio buon senso?»

Quindi, fatto cenno ad una dama di avvicinarsi «Tenete, le dice porgendole la mano, mordetemi il dito, ch’io senta se dormo o se sono sveglio». E poiché la dama, obbediente all’ordine ricevuto, gli serra leggermente fra i denti l’estremità del dito ch’egli ha messo innanzi, Abou Hassan, ritirando subitamente la mano, esclama «sono proprio sveglio».