Pagina:Enriques - Problemi della scienza, 1906.djvu/8

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xii prefazione alla ristampa della seconda edizione

quanto concerne il desiderio d’un punto di vista storico — mi limito a rimandare il lettore ad altri libri e in particolare a ciò che è contenuto nel mio libro «Per la storia della logica» edito nel 1922.

Per quel che riguarda invece il progresso delle dottrine, io penso che il loro significato filosofico e gnoseologico, per cui vengono esaminate in questo libro, e però sotto tale riguardo il loro valore, resti in larga misura indipendente dai nuovi sviluppi che possono modificarne il giudizio ai fini d’una valutazione strettamente scientifica. Anche perchè, almeno così all’ingrosso, mi sembra che tali sviluppi abbiano camminato piuttosto nell’ordine d’idee segnato da questa critica: invero lo stretto positivismo che ispirava vent’anni or sono l’indirizzo d’un Mach o d’un Ostwald, sembra oggimai superato dal magnifico rifiorire di quelle ipotesi rappresentative che codesti pensatori volevano escludere dalla Scienza.

Ma per una teoria almeno, cioè per la relatività, io sento il bisogno di accompagnare con qualche nota la riproduzione di quest’opera, spiegando un poco il rapporto fra la critica dei concetti e dei principii della Meccanica di cui si discute ampiamente in questo libro e la grandiosa sintesi scientifica che, con Einstein, ha rinnovato la fisica contemporanea.

Diciamo dunque che la teoria einsteiniana, al pari d’ogni progresso essenziale della Scienza, non deriva già da esperienze isolate ed accidentali che — corrette o diversamente interpretate — potrebbero condurre a rovesciare tutto il nuovo edifizio, consentendo un semplice sviluppo delle antiche vedute, ma costituisce il termine naturale d’una crisi che si matura lentamente in due secoli di storia. Di fatto confluiscono in questa crisi diversi movimenti d’idee:

1) la critica filosofica dei concetti, che già ai tempi di Newton — nei circoli cartesiani e leibniziani — repugnava ad accogliere l’azione a distanza e lo spazio o il moto assoluto, e che ripresa e spinta anche nel campo geometrico secondo lo spirito positivo della nostra epoca, è riuscita a nuove e più radicali conclusioni;

2) e lo sviluppo delle dottrine dell’elettromagnetismo durante due secoli, che — attraverso i tentativi d’una spiegazione meccanica e sotto la pressione di sempre più larghe esperienze — ha condotto finalmente ad invertire