Pagina:Enriques - Problemi della scienza, 1906.djvu/87

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

fatti e teorie 75

Ci avviciniamo così a cogliere nella sua realtà il procedimento di acquisto delle conoscenze, e a spiegarci le misteriose facoltà del genio, a cui si attribuisce il potere divino dell’antiveggenza. Ed invero riesce comprensibile che uno studio dell’origine dei concetti possa mostrare come una sensibilità più squisita ed una associazione più estesa permettano di trarre, da un piccolo numero di osservazioni, concetti formati in guisa da rappresentare adeguatamente i fatti. Mentre, d’altra parte, la rivelazione che una prima parte del ragionamento si compie spesso per un lavoro incosciente, ci richiama a considerare le molteplici cause d’errore che a codeste previsioni si accompagnano.

E qui si noti che le nuove teorìe degenerative del genio (intorno a cui non abbiamo competenza per pronuziarci) non appariscono in contrasto col concetto delle facoltà geniali sopra accennato, quante volte si mostri che la iperestesia di certe vie associative del cervello vada legata ad una più bassa tonalità di altre funzioni cerebrali.

§ 23. Teorie scientifiche.

Il procedimento innanzi descritto, mentre si compie sotto l’aspetto obiettivo nella conoscenza del fatto scientifico, si presenta nella sua formazione subiettiva come una teoria. Il nome di teoria scientifica spetta dunque ad ogni concetto o sistema di concetti, sorto per induzione da osservazioni preliminari, cui, mediante uno sviluppo deduttivo, vengano subordinati dei fatti supposti, più o meno perfettamente verificati.

Accade per altro che le fasi induttiva e deduttiva, s’intreccino nello sviluppo effettivo, per modo che la riduzione di una teoria al procedimento innanzi descritto riesca soltanto possibile se questa si spezzi in una serie di teorie concatenate fra loro, dove le conseguenze dell’una vengano accettate come premesse della successiva, al posto di osservazioni preliminari.

§ 24. Teoria della gravitazione.

Riferiamoci ad un esempio classico, sforzandoci di ricostruire psicologicamente l’acquisto della teoria newtoniana della gravitazione.

Le osservazioni astronomiche preliminari, completate per interpolazione, trovansi espresse dalle leggi di KEPLERO seguenti:

1) i pianeti descrivono orbite ellittiche, di cui il sole occupa uno dei fuochi; 2) le aree descritte dai raggi vettori sono proporzionali ai tempi impiegati a descriverle; 3) i quadrati dei tempi periodici sono proporzionali ai cubi degli assi maggiori.

Le medesime leggi si applicano al movimento relativo dei satelliti di Giove