Pagina:Epistole di Dante Allighieri.djvu/14

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xiv

conda già più sopra citata dell’egregio sig. Fraticelli, nota, sono a un di presso consimili, salva qualche nuova illustrazione aggiunta da questo, e qualche discussione sopra punti controversi in cui non va d’accordo coll’alemanno filologo. Nella stampa presente nulla venne omesso di ciò che le mentovate edizioni contengono tranne le versioni della seconda che nella nostra son tutte nuove;1 e cosi v’ebbero luogo le prefazioni del Prof. Witte che nella fiorentina si desiderano, compresa la sua dedicatoria (Let. A) al Veneto Ateneo;2 oltre ad alcune mie annotazioni, ove sembravami che la materia esigesse qualche nuova avvertenza o spiegazione.

XIV. E facendomi a particolareggiare sopra ciascuna delle Lettere medesime, noterò che i due antichi volgarizzamenti di quelle ai Principi e Signori d’Italia, e ad Arrigo VII, già superiormente indicate ai §§. V e X, comechè monumento di buona lingua il primo, e compreso l’altro tra opere citate dagli Accademici della Crusca, reputai ben fatto di non tralasciarli; e quindi li riportai nell’Appendice ai N. I, II, non disgiunti però dalle chiose degli ultimi due già encomiati editori.

XV. Intorno alla prima dell’Epistole or ora accennate, non incresca al lettore ch’io lo richiami un istante a por mente, non sempre letterale essere il senso che vi sta espresso, presentando talora

  1. Invece di ripetere le pregevoli traduzioni del sig. Fraticelli già diffuse in due stampe successive, una del 1840 accennata di sopra, §. III, e nella relativa nota 3), l’altra dell’anno dopo la quale forma parte del vol. VI delle Opere di Dante impresse per Luigi Ciardetti fino dal 1830 (Firenze, vol. V, in 8.°), ho voluto dare l’inedito volgarizzamento delle Lettere già conosciute che da lungo tempo io tenea preparato, cioè da quando annunziai la prima volta il divisamento di questa mia edizione. Le cui tracce ho motivo di compiacermi, che in parte sieno state da altri lodevolmente seguite. — Probabilmente alcuni dotti mi avrebbero dispensato dall’aggiungere le traduzioni; ma oltreché parecchi, quantunque non ignari del latino, ne abbandonarono più o meno l’esercizio, ed i giovani che non vi sono per anco versati abbastanza, possono trarre dalle medesime profitto e diletto; io penso che ad un editore coscienzioso non dee sfuggire di vista, essere il ministero della stampa diretto al comodo ed all’utile dei più.
  2. Io non omisi per integrità di riprodurne la dedica dopo questa mia introduzione, anche per esservi riferiti alcuni frammenti d’Epistole, veri o falsi che siano, già dal Filelfo pubblicati sotto il nome dell’Allighieri. (Vedi docum. Let, A). Alle prefazioni latine dei Prof. Witte vennero aggiunti i proemi i volgari del sig Fraticelli, i quali sono succosi com pendii o ben intese anipliazioni di quelle, per giovare ai meno esperti nella detta lingua, non senza l’aggiunta di particolari opportune osservazioni.