Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/116

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voi, i quali colla virtù vostra e col coraggio sortiti siete vincitori di tante battaglie, e tutto l’oriente vi avete sottomesso, ora di tante forze accresciuti (che tutto parati qui vedere il nerbo del romano esercito) non siate per isbaragliare poche truppe capitanate da un genende ebbro e voto d’ogni valore? E chi di voi ignora eli egli è rotto a ogni vizio di lussuria, e che si sta come porco in brago, e tiene a vile i pregj che proprii sono di un generale di esercito? Marciamo dunque contro di lui con quell’animo e con quella virtù che ci distingue, ponendo ogni maggiore speranza negl’Iddìi, che ha e gli empiamente spergiurati, e insieme ricordevoli delle dispregiate nostre vittorie. Così avendo parlato Severo, subito tutto l’esercito grida Albino nemico, e con lieti plausi ed evviva festeggia Severo: e , mostrando esser tutti per lui, a tale impresa maggiormente lo infiammano. Sicché, presentati i soldati di grandissimi doni, gli fece tosto marciare contro Albino, e nel medesimo tempo mandò ordine in Tracia, che si cignesse di assedio Bisanzio, la quale ancora pe’ generali di Negro si tenea. Questa città dovette per fame darsi in man de’ nemici, onde fu tutta guasta e disfatta; e, distrutte le sue terme, i teatri, e ogni altro ornamento, fu ridotta in forma di borgo, e