Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/137

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istoria libro iii. 133


provincia era tutta sossopra, e che i barbari mettevan tutto a preda e ruina : occorrere a tal'uopo un maggior nerbo di truppe, e sarebbe bene andasse a comandarle l’imperadore in persona. Severo ricevette questa notizia con grandissima allegrezza, che per appetito avidissimo di gloria desiderava congiungere a’ nomi ed alla fama delle orientali e settentrionali vittorie il trionfo eziandìo dell’Inghilterra. Oltre di questo avea in mente di allontanare da una città effemminala i suoi figliuoli, e avvezzarli in campo fra’ soldati alla vita sobria e militare. Onde decretò subito la spedizione d’Inghilterra. E benché vecchio e gottoso, avea tanto cuore quanto non mai giovine alcuno.

Mossa dunque la marcia, si faceva per lo più portare in lettica, e per tutto era egli presente. E fu sì rapidissimo, che scorse quel cammino, e navigò l’Oceano in men che si pensasse: e sceso in Inghilterra, immantinente intimò la rivista delle truppe, e, rafforzatile, si apparecchiava a dare addosso ai nemici. Ma gl’inglesi, spaventati dell’inaspettato suo arrivo, e udita la sterminata forza dell’esercito ch’era per piombar sopra loro, gl’inviano ambasciadori per discolparsi dell’errore, e con proposiziopi di pace. Severo poi prolungando con arte la risposta per non tornarsene in Roma con le mani vuote,