Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/186

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ditamente di sortire per battersi in campo aperto con Macrino, trasse fuori tutte le truppe. Si affrontarono i due eserciti su’ confini della Fenicia e della Siria: gagliardamente combatterono i soldati di Antonino, certi che se si facevano vincere non aveano a sperare quartiere: freddisdissimi e scorati presero la battaglia quei di Macrino, e di tratto in tratto disertavano tra i nemici. Della qual cosa accortosi Macrino, temendo di èssere abbandonato da tutti, e cadere in mano de’ suoi nemici che ne avrebbero fatto strazio, mentre ancor ferocemente si combatteva, sull’appressarsi della sera si spogliò le divise imperiali, e si die’ alla fuga seguito da pochi fedelissimi capitani. E rasasi la barba per non essere conosciuto, con abito da viaggio e a capo sempre coperto, fuggiva via elocissimamente; e per prevenire la fama della sua disgrazia, i suoi stessi capitani facean fretta a’ postiglioni, dando ad intendere che Macrino per anche imperadore gli spediva per affari rilevantissimi. Mentre egli in tal guisa si dileguava, si battevano gli eserciti, e dalla parte di lui le guardie, e gli approvigionati che dicono pretoriani, gente scelta e di singolare prodezza, valorosamente pugnando sostenevano la battaglia . Gli altri tutti combattevano per Antonino. Cosi durata un pezzo la zuffa, quei di Macrino non vedendo