Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/250

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su le porte, e ciascuno affrettandosi di entrare i primi, si morivano uccisi dagli arcieri, e dalle altre genti d’arme, risuonando l’aria delle disperale strida delle femmine e de’ fanciulli, che sotto gli occhi si vedeano trucidare i loro più cari. Vi ha poi eziandìo chi asserisce che appena Gordiano, cui la vecchiezza avea confinato in casa, seppe esser entro Capelliano, uscito di ogni speranza, si ritrasse in camera come per prendere riposo, e quivi, strettasi colla sua cintura la gola, si tolse la vita. Questa fine ebbe Gordiano, che avea goduto in passato una vita felice, ed era morto quasi entro un’ ombra d’imperio.

Entrato Capelliano in Cartagine, fece morire i più ragguardevoli che si erano salvati dalla battaglia, spogliò i tempj, e le pubbliche e private case dilapidò. Passando poi in quelle altre città che aveano rimossi gli onori a Massimino, facea morire i principali, e gli altri tutti bandiva: a’ soldati che incendiassero i contadi e i borghi ordinava, sotto pretesto di vendicare Massimino, ma più veramente per imbenevolirsegli, acciocché, se le cose di lui balenassero, potess’egli col loro mezzo carpirsi l’imperio.

In tale stato si trovava la rivoluzione dell’Africa, quando in Roma s’intese la morte del vecchio Gordiano. Tale notizia dette gran terrore al senato e popolo romano, essendo morto