Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
22 erodiano


bono tenersi in sospetto di adulatori gli obbedienti necessitati a obbedire, e non gli spontanei, i quali irritrosiscono solo a quei comandamenti che sono violenti e vituperosi. E per certo ella è cosa difficilissima raffrenarsi nella massima licenza, e imbrigliare, direm così, la cupidigia. Se voi dunque sarete sue guide, e guarderete la sua virtù con queste stesse savie ammonizioni, colle quali noi presentemente lo ammoniamo, formerete di lui un ottimo principe, e renderete la memoria nostra per tal figliuolo immortale. Dicendo Marco queste parole venne meno, nè potè più proseguire, e per la eccessiva debolezza ricadde supino sul letto. Estrema fu l’angoscia di coloro che gli slavan dattorno, e taluni, vinti da compassione, piagneano dirottamente. Egli non sopravvisse che un giorno e una notte, e morì lasciando di se gran desiderio a’ suoi contemporanei, ed a’ posteri una rimembranza sempiterna delle sue virtù. Sparsa che fu la notizia della sua morte, si levò un dolore universale negli eserciti e nella plebe. Nè vi fu persona dello Stato romano che non ricevesse tal nuova con dimostrazioni di estremo dolore, e tutti ad una voce il chiamavano ottimo padre, buon imperadore, fortissimo duce, sobrio e moderatissi-