Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/56

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simamente a non patire che l’imperio divenisse un bordello, nè volesse azzardare la sua vita in mano di quella perduta e abominevole canaglia. Ma nulla ottenendo, si partì tutta bagnata di angoscioso pianto. Egli, fatti a se venire Leto generale ed Eletto suo valletto di camera, comanda loro che gli apparecchino da dormire nella scuola de’ gladiatori, per portarsi da quella nel giorno appresso al sagrifizio, e mostrarsi al popolo con indosso le armi. Essi con molte preghiere s’ingegnavano persuaderlo a non far cosa tanto indegna di sua grandezza. Ma Comodo tutto acceso in fuoco d’ira gli discacciò, e si racchiuse in camera per riposarsi, come sempre soleva. Quivi, preso in mani un libriccino di sottilissimi e pieghevoli tigli, scrive in esso i nomi di coloro, che nella notte seguente avea destinati alla morte, de’ quali la prima era Marzia, di poi Leto ed Eletto: seguia numero infinito di autorevolissimi senatori. Imperocché si era proposto levarsi dinanzi tutti i vecchj amici del padre per non averli censori delle sue ribalderie, ed ispartirne le ricchezze tra soldati, e a’ gladiatori, per trar dagli uni piacere, dagli altri difesa. Avendo scritto questa sua deliberazione in quel libriccino, il ripose sul letto senza sospettare che alcuno vi entrasse. Eravi un fanciullino di tenerissima età della spezie di quelli,