Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/64

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perpetuo timor liberate? Rispose Eletto: Lascia ormai simili discorsi, e avvalorati de’ tuoi meriti e della tua virtù. Non siam noi venuti per darti la morte, ma perchè noi e lo stato vogli ajutare. Giace spento il tiranno con fine corrispondente alla crudeltà che adoperar volca contro di noi. Venuti siam dunque a porre in tue mani l’imperio, conoscendo che per temperanza, autorità, anni, e gravità di costumi, sei ad ogni altro senatore preferibile, e a tutti caro e venerabile. Le quali doti ci son cagione a sperare, che questa elezione sia per far lieto il popolo, e a noi divenga usbergo che ci francheggi da ogni paura. A tal discorso Pertinace: Cessate , disse, di farvi beffe di un vecchio, e stimarlo sì dappoco, che vogliate prima irretirlo e poi scannarlo. Poiché dunque, replicò Eletto, non dai fede alle nostre parole, togli questo libricciuolo (che so non ti esser nuova la mano di Comodo) e tu medesimo lo leggi, e così conoscerai apertamente da qual pericolo siamo scampati, ned esser noi qui venuti per adombrarti di lusinghe, ma per dirti con lealtà cose non ismentibili. Poiché Pertinace ebbe letto, fidatosi interamente di quegli stati già suoi amicissimi, e venuto in chiaro dell’accaduto , si rimise tutto in loro mani.