soddisfaccia. Si chiese se Esiodo sia anteriore a quel ciclo epico, che si riassume in Omero, o se appartenga a quel ciclo, o sia posteriore al padre dell’epopea degli Elleni. L’anteriorità è sostenuta da molti storici, scoliasti e filologi. Fra gli antichi cito Eforo seguito da Filostrato.[1] Plutarco, riferendosi all’autorità dello stesso Eforo, che scrisse intorno alle cose di Cuma, dice nel principio d’un suo capitolo intorno ad Omero, come Atela, Meone e Dio fossero fratelli, che dei tre l’ultimo recatosi in Ascra (cenno già fatto più sopra) vi sposasse Picimede, e n’avesse il nostro Esiodo. Ammesso ciò, i nostri due poeti non solo sarebbero contemporanei, ma cugini, poichè Meone è dato quale padre di Omero. Proclo, nella sua vita d’Omero, fa questo nipote di Esiodo, e Suida dice, che molti credeano essere Esiodo avolo di Omero. La
- ↑ A. Gell. Notti Attiche, IV, 2.