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Pagina:Esiodo - Poemi, 1873.djvu/56

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il dispensiero della luce. Lo stesso è, per recare ancora un altro esempio, del Varunas dell’India, che corrisponde all’Ouranos dei Greci, e dice il coprente, il velante,[1] cioè il cielo stesso considerato quale ampia vôlta, che fa coperchio alla terra intorno ntorno sino all’estremo orizzonte, che pare unirli.

A torto dunque il citato Senofane tratto dal suo punto di vista ontologico, in alcuni versi che ci conservò Sesto Empirico,[2] si duole, che

Esïodo ed Omer diero agli Dei
Quanto di turpe e di sfacciato ha l’uomo:
Oscene cose, furti e mutue frodi.

È il sentimento popolare, che segue naturalmente la tendenza a ridurre da prima i fenomeni in tipi ideali, e a ridur poi questi in tipi obiettivi, dando loro forma e personalità disegnata e distinta. Onde Anassagora, che volle sostenere, il sole non essere un Dio, ma un me-

  1. Esiodo, Teog., v. 127.
  2. Matem., pag. 341.