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| 136 | ESPERIEN. INT. AGL’INSETTI. |
D’un parlare nell’altro son ito, senz’avvedermene, troppo lungi da quel discorso, ch’io faceva poc’anzi, sul quale ora rimettendomi, fa di mestiere, ch’io ritorni a favellarvi di quegl’insetti, che si veggono avere il nascimento sull’erbe infracidate, e ch’io vi dica, che su tutte quante le spezie ho veduto indifferentemente nascere i vermi: onde non è un miracolo ciò, che Dioscoride, e Plinio anno scritto per cosa considerabile, e singulare, che su ’l bassilico masticato, ed esposto al sole avvenga un simile nascimento di bachi; imperocchè tale accidente è comune a tutte quell’erbe, su le quali son portati dagli animali i semi de’ vermi. Da questi vermi prodotti su l’erbe infracidate ho veduto talvolta nascer mosche ordinarie, e talvolta qualche moscione: ma per lo più, e non di rado, da una pianta sola moltissime generazioni di animaletti volanti, e così minuti, che con molta ragione alcuni di essi furono da Tertulliano chiamati unius puncti animalia: e mi si ravviva alla memoria, che su ’l solo isopo, su ’l solo spigo, e su ’l solo iperico, oltre alle mosche ordinarie, e ad alcuni altri pochi moscioni, nacquero otto, o nove altre diverse razze di moscherini tra loro differentissimi di figura. Su ’l prezzemolo trovai parimente alcuni bachi similissimi a quegli, che si trasfor-