Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/74

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70 ESPERIEN. INT. AGL’INSETTI

il pungiglione durissimo e di sustanza crostosa, come quella delle locuste marine, non cedeva al tatto e non riceveva compressione veruna, abile a poter fare schizzar fuora ciò che nella cavità di esso pungiglione si contiene. Adizzai lo scorpione e l’irritai ad avventar molte punture sopra una lama di ferro, ma non vi lasciò mai segno nè di liquore nè di umido; ed io stava già per credere, anzi di già lo credeva, che l’opinione di Galeno fosse la vera, quando improvvisamente vidi una volta comparir sulla punta una minutissima e quasi invisibile gocciolina d’acqua bianca, quale poi molte e molt’altre fiate ho veduta, allora quando ho stuzzicato lo scorpione ed egli, incollorito, ha fatto forza di ferire con la coda. E di qui raccolgo che non dissero menzogna Eliano e ’l greco scoliaste di Nicandro affermando l’ago o pungiglione degli scorpioni esser forato di un pertugio così insensibile che si rende vano all’occhio il poterlo vedere.

In questo tempo nel quale io faceva queste esperienze, morì uno degli scorpioni di Tunisi ammazzato da un altro scorpione suo compagno; onde col di lui morto pungiglione punsi quattro volte nel petto un piccion grosso ed un calderugio, e mentre alcuni credevano, che fossero