Pagina:Favole per i Re d'oggi.djvu/62

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58 ercole luigi morselli

uomini andare così lenti e malsicuri per la via del Progresso: e massimamente l’ho con certi bertuccioni che sento chiamare poeti e filosofi, e che vanno per il mondo a cantare le bellezze dei tempi morti e a predicare l’inutilità d’ogni cosa!

«Sai tu quanti miei fratelli sono costretti ancora, a scavarsi una sudicia buca nel tufo come le talpe? e quanti devono accontentarsi ancora di scomodi castelli medievali, freddi avanzi di barbarie, o di comignoli fumosi che fan starnutire, o di campanili dove non si può prender sonno, o moriranno, poveretti, senza avere idea delle innumerevoli comodità di una moderna casa di ferro?

Non già ch’io mi stia troppo contento in questa: io che abito da due anni questa specie di costruzioni, vedo bene di quanti madornali errori le avete sapute fregiare: tuttavia riconosco che un gran passo avete fatto. Ma però, tanto più vi disprezzo se, sapendo far cosa migliore, non la fate, o ad essa con vergognosa svogliatezza intendete

Avanti dunque uomini! Senza soste! Senza riposo! Avanti sempre! perchè noi che da tanti secoli vi seguitiamo nella gran Marcia, alla Conquista dell’Avvenire, piantando le insegne della Morte dentro le orme vostre, Noi, dico, non vogliamo fermarci!»

Avete sentito?

E pensate che c’è chi accusa i gufi di «passatismo!»

Non date dunque ascolto alle parole dei poeti e alle sciocchezze dei filosofi!... camminate sempre più spediti e più fiduciosi per la via soleggiata del Progresso se volete che i gufi siano contenti di voi!