Pagina:Ferrario, Trezzo e il suo castello schizzo storico, 1867.djvu/147

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sull’Adda di fronte al nostro castello dall’ingegnere Giulio Sarti, in presenza della Rappresentanza provinciale di Bergamo, e di quella Camera di Commercio, non che del signor Giovanni de’ Putzer delegato dalla ditta Kolzhammer di Bolzano, e degli ingegneri Krenzlin e Pirovano. A ricordo del fatto fu collocata sotto la stessa pietra dal lato bergamasco una pergamena in tubo di piombo con analoga leggenda, Armata dagli intervenuti. Se non che la ferrovia non fu eseguita in quella parte; rimangono però tuttora le due basi di ponte laterali al fiume.

In appresso si invitarono i communi di Colnago, Busnago, Cornate, Grezzago e Roncello ad esprimere il loro voto, se, nel caso di costruzione d’un ponte sull’Adda a Trezzo, sarebbero concorsi. La risposta fu negativa.

Ciò non pertanto nel 1845 li appaltatori Bernasconi e Biasini imaginarono un ponte di ghisa a specchi1, e ne stesero in via affatto privata un ragionato progetto di costruzione, dichiarando che eglino stessi avrebbero assunto l’opera per non oltre L. 200,000. Se non che, oltre l’ostacolo dell’ingente spesa, l’officio tecnico non lo trovò attuabile in pratica per la mancanza di permanente solidità, giacchè, rotto un pezzo, si sarebbe sfasciato il ponte2.

  1. Ne fu esposto a Brera nel 1846 il modello in ghisa.
  2. Notizie di cui andiamo debitori alla cortesia del sig. Giuseppe Biffi.