Pagina:Ferrario, Trezzo e il suo castello schizzo storico, 1867.djvu/56

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serbare anche a loro l’egual sorte se gli resistessero più a lungo. Nell’opposto caso prometteva la libertà a Paolo, e a loro la vita, più un dono pecuniario1, sopra tutto la grazia del principe. Allora, come era facile a prevedersi, i Colleoni accettarono le proposte condizioni.

Con lettera del 4 di novembre del 1425, diretta al castellano di Trezzo, il duca Filippo Maria ordina che l’ivi detenuto armigero fiorentino, Beltrando degli Adelusi, sia custodito con tutto il rigore, e gli si faccia scrivere a 1 suoi compatrioti una lettera dimostrante il presente suo misero stato2. Con altra ducale del 22 di maggio del 1440, si nominava a commissario di Trezzo un Guidetto Coconato3.

Previo un congresso in Capriana presso Mantova, fu stipulata il 20 di novembre del 1441 una pace fra la Republica Veneta e li ambasciatori del duca di Milano, i giurisperiti Franchino Castiglione, e Nicolò Arcimboldo consiglieri ducali, prendendo a base la pace di Ferrara stabilita già nel 1433, nella quale si era determinato che tanto il duca di Mi-

  1. Secondo il Sanuto (Istoria di Venezia) il duca avrebbe sborsato ai castellani di Trezzo 14,000 fiorini.
  2. Con lettera del 3 di novembre del medesimo anno al castellano Giovannolo Biglia di Pavia, e al referendario Ambrogio Corio, il duca ingiunge d’inviare tosto ad Abbiate due bombarde, l’una chiamata la Trezia e l’altra la Muzia. Esempi anteriori di bombarde denominate con nomi particolari ci porgono la Trevisana e la Vittoria nel 1380 presso i Veneziani.
  3. V. Corio e Donato Bosso al detto anno.