Pagina:Ferrero - Appunti sul metodo della Divina Commedia,1940.djvu/64

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«La turba, che rimase lì, selvaggia
Parea del loco, rimirando intorno,
3Come colui che nuove cose assaggia.»

Purgatorio, II, 52-54


«Noi andavam per la solingo piano,
Com’uom che torna alla smarrita strada,
3Che infino ad essa gli pare ire invano»

Purgatorio, I, 118-121


«Noi eravam lunghesso il mare ancora,
Come gente che pensa al suo cammino,
3Che va col cuore e col corpo dimora.»

Purgatorio, II, 10-12


In ognuna di queste terzine (ne possiamo trovar centinaia) noi abbiamo la rivelazione di uno srato d’animo espresso con vivacità precisione e concisione singolari. Abbiamo poi proustismi più lunghi, più complicati, in cui parecchi stati d’animo reagiscono gli uni sugli altri:

«Quando per dilettanze, ovver per doglie,
Che alcuna virtù nostra comprenda,
3L’anima bene ad essa si raccoglie,
Par ch’a nulla potenzia più intenda;
E questo è contro quello error, che crede
6Ch’un’anima sovr’altra in noi s’accenda.
E però, quando s’ode cosa, o vede,
Che tenga forte a sé l’anima volta,
9Vasseme ’l tempo, e l’uom non se n’avvede:
Ch’altra potenzia è quella che l’ascolta,
Ed altra è quella ch’ha l’anima intera:
12Questa è quasi legata, e quella è sciolta.»

Purgatorio, IV, 1-12

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