Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/148

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leo ferrero


Un mio amico fu condannato senza interrogatorio al confino perchè la sua Banca denunciò alle autorità che egli spediva ingenti somme all’estero. Non era vero; egli aveva cambiato banca, il cassiere della vecchia indispettito aveva lanciata l’accusa.

Un altro mio amico fu imprigionato e poi mandato al confino in Sardegna; vi si trovò benissimo. Affittò una casa; scriveva lettere entusiaste agli amici. Fu rimandato in prigione.

Se faccio i conti ci sono pochi dei miei amici che non sono stati in prigione.


Scuola d’odio.

La signora P. si trattenne giorni fa con un fotografo a discutere di alcune foto


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