Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/202

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leo ferrero

stero per non assistere all’obbrobrio con cui il governo attuale tratta me e con me tutti gli Italiani onesti e intelligenti. Io voglio che vadano all’estero per non diventare imbecilli come voi volete ridurre tutti gli Italiani. E’ forse abolita l’autorità paterna? Dica al suo capo che sono io che voglio che i miei figli vadano all’estero e che con passaporto o senza andrannno» 1

«Caro Nello,

«Se non ti ho più scritto per tanto tempo e proprio perchè non m’è riuscito di scovare un minuto di tempo in cui la mia testa non fosse «en capitolade». Figurati che ho stabilito il 17 agosto di fare una tesi qualunque per l’Università, e che il 10 ottobre ne presentavo una ben datti-

  1. C’era una lacuna qui nel diario di Leo. Alcune pagine sono state strappate. Forse Leo ha temuto fossero troppo compromettenti. Le sostituisco con questa lettera a Nello Rosselli data a confino, trovata nel diario, che pensiamo non sia stata mandata, ma che riflette bene lo stato d’animo di Leo e dei suoi coetanei in quel momento. (Nota del redattore).

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