Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/211

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diario

zione e di corruzione. Tutti i musicisti, i letterati, gli scienziati stranieri, segnalati dai ministri, consoli, ambasciatori, fasci all’estero, sono invitati personalmente a venire a Roma, a Milano, a Firenze a tenere conferenze, o concerti (c’è in ogni città un’organizzazione apposita). Arrivano, accoglienze principesche, alberghi gratuiti, automobili alla porta, grandi reclames sui giornali, interviste col duce... «Ma siamo intesi, se parlassero male del fascismo essi non potrebbero più mettere piede in Italia, i loro libri non potrebbero più penetrare, sarebbero individuati alla frontiera». L’Italia è così bella. Perchè poi darsi tanta pena per non poterla più venire a visitare neppure in incognito? In fondo, non è il primo dovere dello straniero di non mescolarsi alla politica interna degli altri paesi? (appoggiare il fascismo, dichiarare che si è visto e sentito quel che i fascisti vogliono che si sia viste o sentito, non è occuparsi di politica interna degli altri paesi, non è mentire).


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