Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/39

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prodromi al diario

squadre di fascisti, entravano nelle case, bastonavano coloro che vi si trovavano, gettavano dalla finestra quadri, arredi, mobili, che bruciavano insieme ai libri e alle carte delle vittime. Queste «spedizioni punitive» erano divenute tanto abituali (i Rosselli ne avevano già subìte tre), che le Assicurazioni di Venezia avevano aperto categorie speciali di assicurazioni contro i «moti popolari». Noi ci eravamo assicurati e Guglielmo alla formula solita aveva fatto aggiungere: «col consenso delle autorità superiori».

Un giorno del mese di giugno Guglielmo stava «limando» il secondo volume del suo romanzo «Le due verità» (il primo volume era già uscito), quando salirono da noi alcuni amici spaventati ad avvertirci che «una squadra punitiva» avanzava lungo il viale con minacciose intenzioni.

Guglielmo prende allora il manoscritto del romanzo e incarica Leo di portarlo al nostro padrone di casa e amico, Maestro Franchetti (autore della «Germania» e


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