Pagina:Ferrero - Leonardo o dell'arte, 1929.djvu/143

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scultura non è altro che quel che pare, cioè nell’essere corpo rilevato, e circondato di aria, e vestito da superficie oscura e chiara, come sono gli altri corpi naturali; e l’artificio è condotto da due operatori, cioè dalla natura e dall’uomo; ma molto è maggiore quello della natura » 17.

Infatti egli conclude: «la scultura con poca fatica mostra quel che la pittura pare cosa miracolosa, cioè a far parere palpabili le cose impalpabili, rilevate le cose piane, lontane le cose vicine; in effetto la pittura è ornata d’infinite speculazioni, che la scultura non le adopera. Nessuna comparazione è dell’ingegno, artificio e discorso, della pittura a quello della scultura, che non s’impaccia se non della prospettiva causata dalla virtù della materia, non dell’artefice.

«... Ma la pittura, è di maraviglioso artificio, tutta di sottilissime speculazioni, delle quali in tutto la scultura n’è privata per essere di brevissimo discorso» 18.

Quelle suggestioni, infatti, che sono tutto il tessuto della pittura, «bisogna che il pittore se le acquisti per forza d’ingegno e si converta in essa natura, e lo scultore le trova di continuo fatte» 19.

Per questo Leonardo nota che «il basso