Pagina:Ferrero - Leonardo o dell'arte, 1929.djvu/147

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fine - l’imitazione della natura, non del bello necessariamente. Cagione prima del fine prodotto da questo oggetto, ossia con questo mezzo - la meraviglia..... La meraviglia così è prodotta dall’imitazione del bello, come da quella di qualunque altra cosa reale o verosimile: quindi il diletto delle tragedie, ecc., prodotto non dalla cosa imitata, ma dall’imitazione che fa meraviglia» 25. E una pagina dopo aggiunge: «Difficoltà d’imitare quindi la maraviglia nata dall’imitazione e il diletto nato dalla maraviglia» 26.

Leopardi ha scoperto una verità, che ha spiegato male. Noi ci maravigliamo, non perchè sia difficile di imitar la natura, ma perchè ci troviamo dinnanzi al continuo paradosso di un tutto raggiunto con una parte. Ogni artista infatti ha come supremo ideale il tutto della natura, l’universo infinito; senonchè, la necessità a cui è sottomessa ogni opera d’arte lo condannano come Tantalo a guardare un frutto che non s’acchiappa. Ma questo è appunto il genio: raggiungere una meta, quando non si potrebbe, superare la necessità di un’arte, senza violare le leggi che la governano. Tal prodigio provoca «meraviglia». La meraviglia è tanto più grande, quanto più le leggi sono limitate e le neces-