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piacere, ma il primo significato; e poiché quella stessa armonia era sensualmente sgradevole a, un orecchio non esercitato (gradevole diventa ora che l’abbiamo capita), dovevano scambiare per «rumore» quelle che era una nuova maniera di utilizzare la scala armonica.

Volendo dunque riassumere in uno schema i risultati di questi ragionamenti, direi:

1. L’arte è quell’attività che crea ìl bello.

2. Il bello (artistico) è quello che ci dà un piacere che per essere goduto deve essere spiegato e che noi possiamo spiegare sottoponendo l’opera d’arte a delle leggi estetiche.

3. Il piacere è. una concordanza sorprendente con un tutto imprevedibile e la coscienza che nessuno, salvo l’artista, avrebbe potuto crearlo.

4. Legge estetica è quella che in base a un fine e a una necessità, limita i mezzi con cui si può raggiungere il fine violando la necessità.

Possiamo perciò ripetere, come nel capitolo precedente, che mentre quasi tutti gli uomini godono gli spettacoli naturali, pochissimi godono la bellezza dell’arte.

Molti uomini sentono forse il bisogno di


13. Ferrero