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108 meditazioni sull’italia letteraria


davanti ai dittatori di oggi) sui poveri schiavi negri, su cui tutta una letteratura, sia pure antiquata, richiama la sua attenzione; resta indifferente alle terribili sofferenze degli esiliati di oggi di cui la letteratura non ha ancora parlato.

E ben sanno ciò i dittatori, che cominciano sempre coll’eliminare dai rispettivi paesi gli scrittori che potrebbero dare su loro un giudizio spassionato; e coll’obbligare gli scrittori prezzolati a cantarne le gesta.

25 Febbraio

Se la condizione generale di una letteratura è la libertà, la qualità più necessaria a uno scrittore è quella più esecrata da ogni regime di tirannia: il coraggio.

Il primo insegnamento che ci offre Tolstoi che fu certo il più grande romanziere, è questo: «Tutte le idee che ci vengono direttamente dagli uomini sulle cose, sono false. Non accettare mai nulla di quanto offrono gli uomini, i libri, i tuoi stessi ricordi, la tua stessa volontà — senza un esame accuratissimo.» Non ho mai vistò un romanziere lottare cosi furiosamente e continuamente non solo contro le idee fatte, ma contro quelli che vorrei chiamare i «sentimenti fatti», le «sensazioni fatte». Non ho mai visto alcuno esaminare con tanta incredula attenzione quello che siamo abituati a considerare certo e indiscutibile, capovolgere, distruggere miti, come Tolstoi.