Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/177

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158 meditazioni sull’italia letteraria


mirare, perchè non ammette nemmeno il caso che ci sia del cattivo, del peggiore, del pessimo.

Perchè Vasari s’è messo a scrivere le Vite?

«E per più contento di molti amici fuor dell’arte, — scrive — ma all’arte affezionatissimi, ho ridotto in un compendio la maggior parte dell’opera di quelli che ancor son vivi, e degni di esser sempre per loro virtù nominati; perchè quel sospetto che altra volta mi ritenne, a chi ben pensa, non ci ha luogo, non mi proponendo se non cose eccellenti e degne di lode; e potrà forse essere questo uno sprone che ciascun seguiti d’operare eccellentemente e d’avanzarsi sempre di bene in meglio di sorte, che chi scriverà il rimanente di questa istoria potrà farlo con più grandezza e maestà, avendo occasione di contare quelle più rare e più perfette opere, che di mano in mano dal desiderio di eternità incominciate, e dallo studio di si divini ingegni finite, vedrà per innanzi il mondo uscire dalle vostre mani. Ed i giovani che vengono dietro incitati dalla gloria (quando l’utile non avesse tanta forza) s’accenderanno per avventura dall’esempio a divenire eccellenti». (Proemio, pag. 1).

E ancore nel proemio alle Vite:

«E ci potrà forse anche questa considerazione accrescer l’animo anche a virtuosamente operare, e vedendo la novità e grandezza dell’arte nostra, e quanto sia stata sempre, da tutte le nazioni e particolarmente dai più nobili ingegni e pregiata e premiata, spingerci e infiammarci tutti a lasciare il