Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/211

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
192 meditazioni sull’italia letteraria


dovendo scegliere tra un Principe saggio e disgraziato e un fortunato birbante, concedi per definizione a quest’ultimo il tuo favore.

Bisogna, in ogni modo, rilevare che questo principio, che sia savio o no, è molto lontano dal nostro. Perchè tu lo dài agli uomini come una regola rigorosa; e noi non pensiamo, invece, che a limitarlo. La monarchia assoluta doveva conciliare le necessità del suo sviluppo, con le tradizioni morali e religiose del seicento. Noi abbiamo cercato il solo accordo in cui queste contraddizioni potessero risolversi. Il nostro compito, come ti dicevo, è stato di chiudere in vasi di ferro la tempesta che hai scatenato.

Se è dunque vero che il successo giustifica i mezzi, ciò che non credo, la tua dialettica, per questa volta, non è giustificata, perchè mi pare che non abbia ottenuto il più piccolo successo.

Machiavelli. — Forse hai ragione Giusto Lipsio ; ma c’è, tra noi due, questa differenza: tu sei un ragionatore, io sono un uomo. E’ come dirti che mi riempiono le passioni. Oh! Com’è facile fare di una teoria delle preparazioni anatomiche; come è difficile ritrovarne l’origine ! Vedi, quello che mi interessa, in una teoria, sono le brume psicologiche da cui è venuta fuori. La gente pensa: Machiavelli ha guardato il mondo, s’è chiesto che cosa bisognasse credere dinanzi a quella moltitudine di pazzi e di disonesti, ed è arrivato al suo principio, di gradino in gradino, per la comoda e dolce via della