Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/47

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IV.


LA DISFATTA DELLE RIVOLUZIONI CONSERVATRICI


Gli Italiani sono inetti a compiere rivoluzioni conservatrici perchè non hanno idea del diritto e perchè l’elasticità dello spirito permette al popolo di adattarsi rassegnato alla tirannia.

Ora come spiegare che gli Italiani i quali hanno avuto energia sufficiente per compiere due grandi rivoluzioni rivoluzionarie, per cambiare due volte i principii secondo i quali erano retti, non abbiano saputo resistere ai colpi di mano di qualche ricco banchiere o signore, quando vivevano ancora fra i ruderi delle repubbliche? Che non abbiano mai saputo ribellarsi contro gli abusi del potere? Si tratta solo di un caso?

Esaminiamo una delle rivoluzioni del secolo XVI°, la rivoluzione dei Fieschi.

Essa trionfa. Doria è in fuga e i suoi seguaci si disperdono disordinatamente. I vincitori cercano il loro capo, non lo trovano più: impacciato dalla sua