Pagina:Fiabe e leggende Emilio Praga.djvu/66

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


02 FIABE E LEGGENDE Però a far certo il prossimo d'essere un grande infame, Lo credereste? a volte patito avea la fame Per dar l'ultimo scudo a un cieco o a un saltimbanco . . . Vivaddio 1 colle piume in testa e il ferro al fianco. In quel tempo di balde e facili avventure. Di follie malinconiche e di allegre paure. Vi giuro, o mie fanciulle, che, con vostro permesso, Diverso come or sono, stato sarei lo stesso! Ora tutto è svanito! e (perchè noi direi?) I nostri dì son tetri senz'essere men rei; Nel lenzuolo del Solito sepolta è l'avventura; II bardo e il cavaliero davanti alla Questura In ginocchio han deposto il brando e il colascione; Il motto erra sul lastrico del popolo padrone ; Tolto è all'oro il tripudio delle superbe offese. Tolta al vulgo la gloria delle balzane imprese; Della Corte d'Assisie Baiardo è un latitante, E Fanfulla è un evaso dal medico curante; Si è sicuri e difesi, si è posati e dabbene, Parliam di colti allori e d'infrante catene, Ma interrogate il cuore di tutti, ad uno ad uno, E troverete un viscere d'aria e d'amor digiuno!