Pagina:Fiabe e leggende Emilio Praga.djvu/98

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94 FIABE E LEGGENDE Gli rifluì l'antico nobil sangue, e gli parve Rivedersi d'intorno dell'infanzia le larve, E che fosse il baleno di un attimo passato Dai lontani, beati di che già aveva amato... Ei passò fra i garzoni della fanciulla al fianco, Poscia senti il profumo del suo bel seno bianco, Poscia baciò la cara paradisiaca faccia, Poi l'ideai creatura si senti nelle braccia; Ma sempre, e nelle feste quando un altro venia A invitarla alla danza e insieme a lei sparia; O alla messa, se alzava dal sacro libro il volto, E -nell'aurata alcova quando, tra il crin disciolto, Vedea nel sonno immergersi la sua pupilla bruna. Al chiaror di una lampada mite come la luna; Sempre, ovunque, all'orgoglio, alla dolcezza vaga Del possesso invidiato e della voglia paga, Nell'anima del vecchio mcscevansi i pensieri Surti come fantasimi, il primo di, fra i ceri Della chiesa auspicante alle sue nozze, quando. Dopo i motti latini, il prete venerando Avea detto al bell'angelo: « Voi beata tre volte, O fanciulla, cui Dio, in un sol uomo accolte Le virtù riserbava di un padre e di uno sposo ! . . . » Padre!... Padre!... il più augusto dei nomi al vanitoso