Pagina:Fior di Sardegna (Racconti).djvu/25

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in quel testamento, — a che pro fatto se le sue poche sostanze doveva assolutamente ereditarle l’unica figliolina Maura? — v'era espresso il più acre ed inconsolabile dolore per la morte della sua giovine moglie, e il presentimento di una prossima fine. Come poteva presentire la morte, se era l’uomo più robusto e sano del mondo, se non nutrendo idee di suicidio? Perchè costituiva tutore di Maura il fratello Salvatore, raccomandandogli di metterla in collegio e istruirla vigorosamente, se non pensava a morire mentre Maura trovavasi bambina ancora?

La certezza del suicidio prevalse dunque, cioè qualcosa di inaudito e di disonorevole per la memoria del poeta.

Mai nessuno erasi suicidato a X***, mai! In Sardegna c’è questo di buono; nessuno si suicida; ma c’è anche di male, che allorchè qualcuno, caso rarissimo e quasi impossibile, si suicida, la folla carica di obbrobrio e di disprezzo la sua memoria, considerando azione vilissima e delittuosa il suicidio, senza ammettere le circostanze attenuanti... E il suo ricordo getta una sfumatura di disonore sulla sua famiglia, e il suo nome viene pronunziato a bassa voce e solo per estrema necessità. Ecco perchè il nome di don Sebastiano non veniva proferito in casa Mannu, e il suo ricordo faceva tremare l’anima pia di donna Margherita. Pure, caso strano e degno di studio per una intelligenza più alta della mia, nella popolazione di X*** non esisteva alcuna trista idea sul conto di don Sebastiano, sapete perchè?... Perchè la gente che, finchè la famiglia Mannu e la giustizia avevano accusato i Massari della morte del poeta, aveva susurrato in segreto che invece si trattava di suicidio, allorchè la giustizia e i Mannu proclamarono innocenti i nemici e riconfermarono la voce misteriosa, disse, credette e si convinse che don Sebastiano era stato assassinato nel suo letto dal pugnale dei Massari!... — Non ostante il tempo, quella credenza esisteva ancora a X*** e insieme uno strano rancore verso i Mannu che non avevano saputo vendicare la gloria della loro casa, che decadevano in moralità come i Massari in ricchezza, che si avvilivano al punto di credere, loro soli, che don Sebastiano poteva essersi uc-