Pagina:Flavia Steno - Cosi mi pare.djvu/36

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C’è una bimba graziosa, che gli occhi del giovane hanno incontrato più d’una volta, che gli è rimasta nelle pupille e un po’ anche nel pensiero. Gli piacerebbe. Discretamente egli s’informa: famiglia distintissima; il babbo è ingegnere, la madre, una signora irreprensibile; due fratelli ancora studenti, una sorellina in collegio. Anche la fanciulla è stata in collegio; è intelligente, educata, colta, buona, fine. Una compagna raccomandabilissima.

Dote? ah, no, nemmeno un centesimo. Il povero ingegnere ha sudato sangue per crescere tutti i figliuoli ed educarli tutti. Dote non ne può dare.

E allora non se ne fa niente. Vorreste gridare la croce addosso al giovane, accusarlo di venalità, negare la sincerità della sua simpatia che domani sarebbe diventata amore degnissimo, deplorare il suo poco coraggio? Ma no; il povero ragazzo ha perfettamente ragione: il suo poco coraggio è soltanto prudenza, è solamente intuizione di quanto avverrebbe ove egli si lasciasse trascinare a fondare una famiglia sopra l'unico cespite di entrata costituito dal suo stipendio.

L’amore sta bene, il disinteresse pure, ma i fatti sono fatti e le cifre sono cifre: ora, con