Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/107

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LIBRO QUARTO

1
Voi, sacrosante muse di Giordano,
ch’or sotto a questa palma or su quel sasso
poetando chiamaste di lontano,
si ch’a voi giunser l’altre del Parnasso,
se coronossi mai di vostra mano
quel re che ’n lodar Dio non fu mai lasso,
prego siami concesso di quest’onde
tanto che ’l mio vecchi’ uom si lavi e monde.
2
Lavisi non del sangue, ch’or scrivendo
la vista mi spruzzò, le man, il petto;
di quel non dico, no, né dire intendo,
però che ’l sozzo re Io sparse netto:
ma di mie colpe il male odor ch’io rendo,
l’esser d’essempi un pessimo suggetto,
la gola, il sonno e l’ociose piume
bisognoso mi fan del vostro fiume.
3
Da voi mi vien risposto forse, o dive,
che Giambattista, sorto agli trent’anni
e posto ad abitar su queste rive,
coperto d’irti e dispettosi panni,
sol cura tiene di quest’acque vive
lavar, ma non purgar, de l’alma i danni:
però mi laverò; ma voi, che siete
le grazie , so che poi mi purgherete.