Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/245

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48
Guai a voi, scribi e farisei bugiardi,
che, come s’ hanno indici manifesti,
voi siete al divin culto pegri e tardi,
a rudi vostro risvegliati e presti:
voi sopra seminate ortiche e cardi
a gigli, rose ed altri fior celesti ;
voi fatto avete al tempio peggior danno,
che mai non fece qual si sia tiranno !
49
Guai a voi, scribi e farisei rapaci,
ch’ai tempio antiponete l’ór del tempio;
voi gli uomini, di mill’error capaci,
piegate al voler vostro e pravo essempio:
quinci gli voti a Dio si fan tanaci
per vostro sol consiglio ingiusto ed empio;
donde ciascun dal debito si torse
per tórre al tempio e dare a vostre borse!
50
Guai a voi, scribi e farisei perversi,
ch’ov’eran mirti, allori, ebèn, ginepri
de le sant’opre, quegli avete immersi
de le prav’opre ne le spine e vepri!
Or, se temete Dio, qui può vedersi,
ché siete paventosi piú di lepri
qualor v’assaglian queste umane spate,
ma di Dio a l’ira fiere scatenate!
5 1
Guai a voi, scribi e farisei ribaldi,
ch’avegna sian a Dio vostr’empie astucce
ingiuriose, piú vi state saldi,
nulla temendo ch’egli si corrucce!
Voi siete a tór de le decime si caldi
di menta, ruta, aneto ed altre erbucce:
ma la pietá dov’è? dov’è la fede?
dov’è l’oprar che ’n legge Dio richiede?