Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/27

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Tutta soletta in luogo a ciò far atto
tratti s’avea da dosso i primi panni,
quando sopra si vede giunti a un tratto
duoi gravi sacerdoti e carchi d’anni.
Turbò l’onesta donna il nuovo fatto;
poi, quasi come oraeoi piú che inganni
esser credendo, lieta e timorosa
chinossi a lor come a divina cosa.
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Pur conosciuti al fin, stupisce come
duoi primi del concilio ed estimati
dal popol giusti e d’onorato nome
a lei si occultamente sian entrati.
Il primo allor c’ ha le canute chiome,
crespato il volto e gli occhi al vetro usati,
incomenciò: — Madonna, il vostro viso
degna di noi v’ha fatto a l’improvviso;
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di noi che s’abbassammo (i’ dico noi,
giudici chiari illustri e poderosi)
al grato vostro amor, vedendo voi
stamane errar per questi mirti ombrosi.
Al voler dunque occulto d’ambo duoi
giungete ancora il vostro, e ’n gli amorosi
or nostri abbracciamenti v’acchinate,
mentre son l’ore al fatto accomodate.
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Ma se alterezza in voi, che con beltade
move a star sempre, a questo non si piega
(non giá per vano zel di castitade,
ché casta è sol colei ch’altri non prega,
ma perché amate piú la fresca etade
forse d’alcuno al quale amor vi lega),
giá non cosi virtude in noi s’ammorza
che, ove ’l priego non possa, manchi forza.