Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/273

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


56
Anna, che d’un tant’uomo il grave aspetto
si vede inanzi, fa come ’l villano
ch’andato in guerra non per altro effetto
che per rubar, gli viene a sorte in mano
compito il fatto d’arme, a lui suggetto
qualche onorato e nobil capitano;
vilmente fagli onor contra sua voglia,
e, perché ladro nacque, alfin lo spoglia.
57
A prima fronte ricercollo, senza
porvi molt’olio e sai, di sua dottrina.
Oh pronto antiveder di chi udienza
dá sempre al popol tutto, e gli dovina!
Di’, porco immondo, se non hai scienza
di stupro, d’omicidio o di rapina,
perché legato inanti a te s’addusse,
s’adúlter, omicida e ladro fusse?
ss
1 monti, le campagne, i fiumi, i laghi
èbben orecchie a udirlo, e tu noi sai?
Chi piú di te l’ha da saper, se vaghi
si sempre ne la legge i pensier hai,
se si d’esterna maiestá t’appaghi,
quando sul scanno di Moisé ti stai?
Or odi la risposta over ripulsa
conveniente a tua domanda insulsa !
59
— Di ciò ch’ai mondo in vista ho detto e fatto
parlan costor ch’ai seggio intorno tieni:
essi, che ’l san, ponno informarti affatto;
con lor ne son le strade e i tetti pieni ;
e s’abbia meritato d’esser tratto
in questo vituperio ch’or mi tieni,
lo tempio il dica, e, s’esso noi sa dire,
potrá la sinagoga in ciò mentire? —