Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/278

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L’esser bugiardo, falso e traditore
(s’io non m’inganno) vien fin dal prim’ovo.
Nei figurati detti, che ’l Signore
lor fea, cosi parlato aver ritrovo:
— Sciogliete questo tempio, c’ho valore
in spazio di tre di rifarlo nuovo ! —
Ma del corporeo suo bel tempio disse,
che, per lor sciolto, poi tre di ravvisse.
77
Oh malvagio costume! Quanto è presto,
quanto è spedito a fare il mal pensato!
Vedean l’amor del popol manifesto,
che a lui va sempre inaliti, dietro e a lato;
vedean Ch’Erode, che ’l pretor, che ’l resto
dei nobili romani aveanlo grato.
Però vi alzò Pluton la coda, e astuccia
fuora spruzzò con forma di bertuccia.
7S
Va questa ladra simia e maladetta,
nata per secar piante ed ogni fiore,
uscitasi di parte si mal netta,
va de l’antica sua magion nel core
degli asini giudei, malvagia setta;
ed opravi cosi, che, ’n odio amore
cangiato, chiamerá, chi chiamò «osanna!»:
— Sia crocifisso! a morte tu ’l condanna! —
79
Caifa, contento giá piú ch’allor fue
quando s’ornò del manto ambizioso,
improverando grida: — Or l’opre tue
son chiare ornai, né tu puoi star nascoso!
Odi tu quanto dicon queste due
degne di fé persone? Tu tant’oso,
tu tanto temerar, che sfar, rifare
un tempio puoi, del mondo il singolare? —