Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/17

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lungo la francia e l'italia 11


in un minimo punto di tempo svani: avresti detto che tutti i risentimenti della natura si fossero esauriti in quel vecchio; non ne mostrò; ma, lasciando cadere il suo bastoncello fra le due braccia, si strinse con rassegnazione le palme una sovra l’altra sul petto, e si ritirò.

V

IL FRATE

CALAIS

Mi palpitò il cuore nel punto che egli serrava la porta. — Freddure! — diss’io, affettando di non curarmene; — freddure! — e lo ridissi tre volte, ma senza pro: ed ogni sillaba discortese da me pronunziata mi ripiombava su l’anima. — Or sia che tu avessi diritto di non esaudire quel povero francescano; non era ella forse pena bastante a confonderlo, senza la giunta d’amare parole? — E considerava i suoi crini canuti; e mi pareva che quella figura sua liberale rientrasse, e m’interrogasse cortesemente che ingiuria m’avesse mai fatto, e perché mai l’avessi trattato a quel modo. Avrei dato venti lire per un avvocato. Ti sei portato pur male! — dissi a me stesso; — ma esco appena a fare i miei viaggi; imparerò modi migliori andando innanzi. —

VI

LA DÉSOBLIGEANTE1

CALAIS

Per altro l’uomo malcontento di sé comincia a sentirsi ottimamente disposto a un contratto; e questo è pure un compenso. Or il viaggio lungo la Francia e l’Italia sottintende di necessità

  1. Calesse chiuso, capace d’una sola persona [A.]. Nel testo inglese: «The Disobligeant» [F.].