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Qua rex tempestate . . . . . .
Vastatum fines iverat Assyrìos.
Queste guerre siriache furono per gli egizi perpetue, e quasi dote di quella monarchia, causate dalla vicinanza e dal potere reciproco; onde le vediamo sin dalla età di Sesostre[1]. Ma più incitamento di guerra erano a’ Tolomei le parentele, fonte d’odii a’ mortali e pretesto a’ principi di diritti; e la preparava lo stato agguerrito di quegl’imperi, nati dagli eserciti e da’ capitani d’Alessandro. Fra tutte le guerre, quella mossa da Tolomeo Evergete ci venne serbata da Giustino[2]. Seleuco, che ereditò da Antioco il trono della Siria, uccise la matrigna, sorella di Tolomeo Evergete, ed il figliuoletto di lei. Per la fraterna vendetta e per isperanza di conquiste volò Tolomeo. Ribellarono le città avverse a Seleuco, e con quelle città si univa all’egizio tutta la Siria, se da domestica sedizione non fosse stato richiamato a’ suoi regni. Rinforzatosi Seleuco, assalì l’Egitto; ma, vinto, rifuggiì in Antiochia al fratello Antioco,