Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/150

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126 Distretto di Mezzolombardo


Non, e segna il confine occidentale del vasto bacino dell'Adige.

MEZZOLOMBARDO (275 m. — 3377 ab. — Alberghi: la Corona, la Rosa, la Croce e l’Aquila): amena borgata posta parte in piano e parte in leggiero pendìo, alle falde del monte Faosior, ad occidente di San Michele. Si discosta da Trento 18.5 Kilm., e giace tra monti che tengono delle formazioni superiori alle triasiche di Lavis, San Michele e Cembra; vale a dire, delle dolomie del periodo retico, non meno che dei calcari liasici, giuresi, cretacei e eoceni. Prende la forma di mezza luna, ed ha fabbricati regolari, vie più o meno larghe, una bella Chiesa parocchiale costruita sul disegno dell’Architetto Claricini di Udine, un Ospitale, una Stazione telegrafica, scuole elementari maschili e femminili, una preziosa collezione privata di oggetti antichi presso il valoroso Signore D r Giusto De Vigili, distinto archeologo trentino, un casino di lettura che può dirsi il primo istituito nel Circondario di Trento, e abitanti forniti di grande intelligenza, attivi, commerciali, e mirabilmente concordi nel mantenere ed accrescere il lustro e il decoro del proprio paese. È sede della Giudicatura distrettuale, stazione del Battaglione bersaglieri Noce-Avisio; e luogo di antiche memorie, terra Classica, che va ricordata e col suo Castello d’origine romana, e colla strada che v’apersero i Romani per Vervò, prendendo da Trento, e proseguendo per Fenestrelle alla Zambana, Aqua magra e la Rocchetta, non meno che col Campo Rotaliano di Paolo Diacono,