Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/187

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Distretto di Vezzano 159

tempo era colà un monastero di frati e suore appartenenti all’Ordine di Sant’Agostino, onorato dagli indulti di parecchi Vescovi di Trento, e dai favori e privilegi conferiti con apposite bolle dai Pontefici Gregorio IX, Urbano IV e Nicolo V. Nell’anno 1267 il Vescovo Egnone con suo indulto dattato da Riva concedeva a que’ frati e a quelle monache la facoltà di unirsi e incorporarsi all’Ordine degli Umiliati di San Lucca in Brescia, serbando però la dipendenza dal Vescovo e dalla Chiesa trentina. Documenti posteriori parlano di una Margherita d’Arco che ne fu prioressa l’anno 1418, e di un Giovanni Nachtrausburg che fu nominato priore nell’anno 1445; ma dopo il 1494 non è più memoria di questo monastero1. I suoi beni passarono

  1. Queste notizie furon tratte da documenti registrati nelle opere a stampa di Benedetto Bonelli, e ne’ Manoscritti del P. Tovazzi, dell’Alberti e dell’Hippoliti che si conservano nella Biblioteca di Trento. In esso si trova altresì, che nell’anno 1225 Odoricus de Madrutio obtulit super altare Sanctae Annae unam petiam terrae; e che nell’anno 1267 quidam Gumpus de Basilica super altare Sanctae Annae obtulit se, suaque, et vovit habilitatem, obedientiam et castitatem. Di più, che il Vescovo Udalrico menziona in un suo indulto dell’anno 1497 locum Sanctae Annae de Roncodonege super villam Supramontis, quod olim monasterium fuit, et Congregationis Fratrum et Sororum sub regula Sancti Augustini, et obedientia Prioris et Priorissae qui contemplativam vitam ducentes ibidem Deo famulabantur. Nulla però sappiamo dell’origine di questo Monastero, nè delle vicende che lo accompagnarono sino alla fine. E pure i documenti non dovrebbero mancare: Innsbruck e Vienna tengono una gran parte dell’Archivio del Castello del Buon Consiglio; ne devon tenere la Curia vescovile e la Prepositura di Trento, non meno