Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/81

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Distretto di Trento 61

cuneati ne’ suoi pilastri angolari. Vi s'ammira la pala dell’altare maggiore colorita sul legno ritenuta opera del Romanino; ed era chiesa che in origine avea il titolo di pieve (plebis) e fu tenuta dai Padri Benedettini, quando vennero i Domenicani ad occupare il loro convento a San Lorenzo. — Il Dosso (Doss' Trento) è a tergo del sobborgo, e si fa di una rupe isolata a strati nummolitici, vestita in parte da cespugli, pratosa alla sua sommità, fortificata, e nei tempi antichi munita di fortilizj che si estendevano al piano legati insieme da grossa muraglia, come ci rivelano le scoperte fatte dal signor Ranzi nella sua Pianta antica di Trento. Vi crescono parecchie specie vegetali non comuni, come l'Eruca Sativa Lam., l' Ephedra distachya Linn., la Fritillaria montana Hopp. ecc.

Dietro al Dosso (Doss Trento) vanno le strade di Vela e del Buco di Vela, la prima volta a raggiungere il paesello di Vela (513 ab.), che sorge in amena postura a pie’ del monte, che pel Buco di Vela unisce la valle dell'Adige con quella del Sarca. È rallegrato dalle colline amene di San Giorgio sparse di graziosi villini; e si sta poco lungi da Ischia Wolchnstein; frazione, com'è Vela, del Comune di Trento, la quale è in riva al fiume, difesa a settentrione dal Dosso del Ghirlo, che s’ erge, facendo di contraforte al lago di Terlago.

La Spianata della Stazione è subito fuori di Piazzetta Romana, e si estende sul suolo occupato