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| 42 | F. Sabatini |
E qui non è inopportuno dire come un frammento di questo rispetto raccogliesse Giacomo Leopardi in Recanati nel maggio del 1820.[1]
5. Arza la bbionda treccia, e nun dormire |
Questo canto, ch’è sparso nelle provincie meridionali, per tutta Toscana, per le Marche, per l’Umbria e nel Lazio,[2] e di cui si ha qualche lieve traccia nel Veneto,[3] è formato dallo innesto d’un distico e d’un esastico di due diversi rispetti del secolo xv (codice della Comunale di Perugia, C. 43 ).[4]
Il distico dice:
Alza la testa da le trecce bionde,
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