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18 Delle Frascherie

ra i pensieri, o vi diano più pensieri le guerre. Di gratia ponderate alquanto, qual sia hoggi l’havere, e il saper vostro. I danni, che dalle militie, e dai Grandi si tragono, son communi per l’Asia; ma la natura ha fatto commune quel ch’è gravissimo; accioche l’egualità nella fierezza del fatto ci riconsoli. I Cieli sono inesorabili; nè per ingiurie si placano; è però, se la volontà non termina il pianto col consiglio della ragione, non attendete, che le stelle ad istanza de’ nostri arbitrij dian fine. La volontà che à suo talento si sa alleviar gl’infortunij; ed architettar le letitie, hà forza di convertir ogni cosa, se non in oro, in quello almeno, che con l’oro non si compra. E maggior ventura questa di quella di Mida, che

In pena sol de l’avide preghiere
Tratte havea sù le dita auree miniere.

Perdeste, è vero, una gran parte delle sostanze vostre; ma se ponderate, che la maggiore ancora ne ritenete, voi acquistate molto. Consistono solo le vostre perdite, in dimenticar quel che vi rimane, quel che il Cielo non vi tolse. La fortuna vi fe’ sobrij, ma non digiuni; anzi ha corpi digiuni l’Ionia, che si riempirebbono con le vostre reliquie. Ricordatevi ch’è satio quel volere, che hà quel che vuole, quando non vuole, se non quel che può. Avvampano di martiali incendij le Provincie d’Asia, nol nego; mà se la Terra non