Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/275

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       Quest'è che fa che l'antica si specchia
  65   la faccia guizza e fa le trecce bionde
       del pelo altrui, che si pone all'orecchia.
       L'altro è turpe parlar parole immonde.
       Ahi, quanto è ragionevol che si taccia
       quel che Natura occulta e che nasconde!
  70   Il turpe eloquio a poco a poco caccia
       da sé vergogna, il qual è primo freno,
       ch'è posto all'uom che peccato non faccia.
       E 'l parlar brutto e turpe ovver osceno
       dimostra il core; ché quel vaso versa
  75   sempre il liquor, del qual è dentro pieno.
       L'altra figliuola iniqua e piú perversa
       è l'odio di Dio, come si legge:
       tanto Lussuria fa la mente avversa!
       Non che quel sommo Ben, che tutto regge,
  80   mai odiar si possa per se stesso;
       ma odiare si pò nella sua legge.
       Ad ogni vizio, che 'n mal far è messo,
       sempre ogni impedimento è odioso,
       ma piú alla lussuria per eccesso;
  85   però che l'atto suo è furioso,
       e quanto piú il disio corre fervente,
       tanto lo 'mpedimento è piú noioso.--
       Poscia nel fango vidi una gran gente
       coll'arco in mano e colle dur saette;
  90   e ferivansi insieme crudelmente.
       E, perché scudo mai niun si mette,
       né arme indosso, mai non tranno in fallo,
       quantunque volte l'un l'altro saette.
       Ed un gridò:--Io son Sardanapallo
  95   lussurioso, che nel gran reame
       non vissi come re, ma come stallo,
       vestito come donna tra le dame,
       seguendo della carne ogni talento:
       or posto son tra 'l fango e tra 'l letame.

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