Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/292

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Chi senza me su per andar cammina,

       ritorna addietro intra li luoghi bassi
  30   e non s'accorge quando egli rovina.
       --Io prego, o donna, che tu non mi lassi
       --a lei risposi riverente e piano,--
       ché sempre seguirò dietro a' tuoi passi.--
       Benignamente a me porse la mano;
  35   e, poiché 'n alto luogo giunto fui,
       che d'ogni amenitá era sovrano,
       la Temperanza con belli atti sui
       io trovai quivi e con tanta maiésta,
       quant'hanno i santi, dov'è il dolce frui.
  40   Se ogni cosa è bella in quanto onesta,
       e tutta l'onestá da lei procede,
       quindi si sa quanto era bella questa.
       Ella stava a sedere in una sede.
       La nova scorta appresso a lei si pose,
  45   non però in alto, ma giú basso al piede.
       E sette donne, adorne come spose,
       stavan con lei, e d'oro le corone
       aveano in testa e di fiori e di rose.
       E una un orso e l'altra avea un leone,
  50   legato ed ammansito con un freno;
       la terza similmente un gran dragone.
       E come fa 'l cagnol che dorme in seno,
       cosí le fère si stavan con loro
       ed anche il drago senza alcun veneno.
  55   Intorno intorno a tanto concistoro
       eran tranquilli giuochi e dolce canto
       di diverse persone a coro a coro.
       Perché da loro er'io distante alquanto,
       cenno fatto mi fu che m'appressasse
  60   alla regina del collegio santo.
       Io m'appressai e le ginocchia lasse
       in terra posi, ed ella anco fe' segno
       che confidentemente a lei parlasse.